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DiSamuel

Libertà ed emancipazione nei festival

Ogni anno i festival nel mondo radunano migliaia di persone che si assiepano per vedere dal vivo i loro artisti preferiti, per guardare in anteprima i migliori film, per assaporare le specialità delle cucine tradizionali e non, per vedere dal vivo evoluzioni tecnologiche come quelle delle protesi glutei e seno. Questi sono tutti eventi di aggregazione che diventano vere e proprie occasioni per scoprire novità e vivere altre culture ecc.

La moda dei festival è iniziata nel XX secolo e non sembra in declino, se per esempio consideriamo anche le fiere dedicate alla chirurgia plastica e alle già citate protesi ai glutei di ultima generazione. È nella natura di questo tipo di eventi riuscire a catturare l’interesse e la curiosità delle persone, desiderose non soltanto di vivere esperienze nuove ma anche di condividerle con altri appassionati.

Dalle origini dei festival a oggi

Uno dei motivi principali che hanno permesso ai festival di nascere e affermarsi a livello globale, è il miglioramento delle condizioni di vita di cui abbiamo goduto nella seconda metà del 900: conclusa la guerra, non solo è aumentato il benessere economico, ma anche il piacere di vivere e di sperare in un futuro sempre più prospero.

Negli anni ’60, durante l’esplosione dei movimenti studenteschi e delle manifestazioni pacifiste, uno dei temi al centro dell’attenzione politica e sociale è stato quello dell’emancipazione femminile: così si spiega anche lo sviluppo delle moderne tecnologie nel campo dei ritocchi estetici, come le protesi glutei ma anche quelle al seno.

In ambito artistico, la fioritura principale è avvenuta nel campo della musica, e in particolare di quella rock: se il primo vero festival musicale è quello jazz di Newport, a partire dalla prima edizione di Monterey il rock’n’roll è diventato protagonista assoluto di questi eventi. Il più celebre e conosciuto è il festival di Woodstock, tenutosi negli Stati Uniti nel 1969. In quei giorni milioni di giovani americani (e non) si sono riuniti non solo per la musica, ma anche per urlare i loro bisogni, far ascoltare le proprie istanze così da liberarsi dal peso oppressivo della generazione precedente.

Ancora oggi l’eco di Woodstock riverbera nel nostro immaginario ed evoca sensazioni di libertà assoluta.

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Le date storiche della musica moderna

Parlando di festival in ambito musicale, è impossibile non menzionare alcune date cruciali che hanno influenzato non solo la storia di questi eventi, ma anche la nostra società e il modo in cui la nostra cultura ha imboccato alcune strade rispetto da altre.

La maggior parte di questi appuntamenti hanno luogo negli Stati Uniti e nel secolo XX, perché queste sono le coordinate principali dentro le quali hanno preso piede gli eventi che abbiamo sin qui raccontato.

Vediamo allora le date storiche!

1959

Il primo festival all’aperto si tiene negli Stati Uniti ed è il Newport Folk Festival: la data è importante anche perché l’evento vede protagonista un giovane Bob Dylan.

1961

L’Inghilterra è fucina di grandi musicisti jazz, ma nell’edizione del 1961 del festival di Richmond salgono sul palco anche artisti blues e rock.

1970

L’edizione del 6 settembre 1970 dell’Open Air Love & Peace Festival passerà alla storia come l’ultima esibizione di Jimi Hendrix prima della sua morte.

1984

Glastonbury è già il più importante festival inglese, qualunque band che si rispetti mira a calcarne il palco: nel 1984 esplode il movimento new wave e la fama degli Smiths.

1994

È ancora Glastonbury protagonista della storia, con la prima diretta TV di un festival, trasmessa da Channel 4.

2001

Abbiamo visto che USA e Inghilterra si contendono i migliori festival per quasi 50 anni: nel 2001 cambia il vento con la prima edizione del Primavera Sound Festival a Barcellona.

2009

Il rock sta cedendo il passo ai nuovi generi in voga in tutto il mondo, tra cui il rap e l’hip hop. La scena è matura per prendersi il ruolo di spicco e così nel 2009 è ancora una volta a Glastonbury a entrare nella storia con lo strepitoso show di Beyoncé.

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Gli eventi musicali più famosi

Woodstock passerà alla storia per la magia di quegli incredibili giorni, un sortilegio che è tuttora difficile da raccontare. Per un attimo le urgenze delle persone, le energie degli artisti, il clima ostile con pioggia e fango, le esperienze psichedeliche delle droghe, tutto si è fuso per scolpire ogni minuto nell’immaginario collettivo per oltre 50 anni.

Di quel festival resta un’eredità incomparabile, a volte un peso: nel corso degli anni e decenni successivi, il numero degli eventi dedicati alla musica è aumentato coinvolgendo sempre più persone; ma nel frattempo il mondo è cambiato e le urgenze di una volta si sono trasformate, lasciando cadere le istante culturali più radicali.

I festival sono diventati un fenomeno internazionale non più circoscritto al territorio americano, conoscendo il massimo della popolarità verso la fine del millennio; nel frattempo anche il rock’n’roll ha perduto l’esclusiva che si era guadagnato a suon di artisti potenti ed eccentrici.

Oggi sono molti i festival organizzati regolarmente in tutto il mondo che hanno come protagonisti generi musicali quali hip hop, rap, dance ed elettronica. Sono eventi dove la gente può ancora condividere la propria passione per la musica rilassandosi e divertendosi come in una grande festa.

Ma quali sono i festival più importanti a cui si dovrebbe partecipare almeno una volta nella vita? Scopriamoli in questo elenco!

Lollapalooza

Nato nel 1991 come omaggio ai Jane’s Addiction, Lollapalooza è un festival americano che richiama ogni anno più di 150.000 persone.

Coachella

Un evento made in USA sempre più alla moda, dove si riuniscono i più importanti musicisti del momento e una folla che non manca di attori e artisti famosi.

Tomorrowland

Tomorrowland è il festival per eccellenza dedicato alla musica elettronica: si svolge in Belgio e ogni anno quasi 200.000 persone si riuniscono per ballare con i DJ più conosciuti al mondo.

Rock Am Ring

Già dal nome si comprende come questo festival sia uno dei più importanti per la musica rock mondiale.

Sziget

Da piccolo evento a vero e proprio punto di riferimento per l’Europa dell’est: si svolge a Budapest e ha una media di oltre 400.000 partecipanti.

Summerfest

Forse il nome non vi dice niente, eppure è il più grande festival mondiale: 1 milione di persone si radunano sulle sponde del lago Michigan per 11 giorni di musica dal vivo.

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Dall’antica Grecia a Woodstock

Quando viene chiesto di pensare a un festival qualsiasi, la maggior parte delle persone ha in mente un evento musicale con una folla oceanica di persone che canta e si diverte condividendo le proprie passioni. Non è un caso, perché è davvero quella musicale la prima forma di festival accertata nella storia umana.

Facciamo un salto indietro di oltre duemila anni: ci troviamo nell’antica Grecia, nel massimo splendore della civiltà ellenica; a quei tempi, gli eventi sportivi venivano accompagnati da concerti, danze e balli – nonché vino e birra – che ricordavano in tutto e per tutto la forma di aggregazione che abbiamo poi battezzato come festival.

Con il passare dei secoli e l’avvento del Medioevo, molte di queste tradizioni sono andate perdute, finché, all’inizio della seconda metà del 900, e precisamente nel 1954, viene organizzato il Newport Jazz Festival negli USA: è un evento unico poiché vede la partecipazione di artisti del calibro di Billie Holiday, ma anche perché funge da apripista per le successive manifestazioni.

Il vero e proprio momento di svolta arriva nel 1967 col Monterey Pop Festival organizzato in California: è la prima volta che il rock diventa protagonista di un evento musicale collettivo: nomi come Bob Dylan e Jimi Hendrix suonano davanti a migliaia di giovani che scalpitano per trovare un posto nel mondo. Tira aria di cambiamento, i movimenti studenteschi sono sempre più in fermento, le manifestazioni di protesta più numerose, si ripudia la guerra in Vietnam, gli Stati Uniti vengono scossi dall’interno. È il momento perfetto per Woodstock.

Sono passati appena due anni ma tutto è cambiato: il rock è ufficialmente la musica che veicola la protesta delle nuove generazioni, molti degli artisti di punta sono direttamente impegnati politicamente e non nascondono le loro idee: l’urgenza è quella di condividere valori nuovi come la pace e l’amore libero.

Per quattro giorni di fila oltre mezzo milione di persone si raduna nel fango – il tempo sarà terribilmente inclemente – per assistere ai concerti di Joan Baez, Joe Cocker, Carlos Santana,, David Crosby, Canned Heat, Janis Joplin & The Kozmic Blues Band, Sly Stone, Grateful Dead, Paul Kantner e ovviamente Jimi Hendrix.